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Il Panzerwerk Serrada

Dopo aver disquisito con minuzia di particolari circa la linea trincerata della Forra del Lupo, questo itinerario termina con uno dei più moderni ed efficienti forti militari del suo tempo: il Panzerwerk Serrada o Forte Dosso del Sommo .
Prima di entrare nel vivo del discorso è d’obbligo fare una breve digressione in riguardo al vasto complesso degli altipiani che fu eretto a ridosso dei confini italiani per volere della Donaumonarchie. Queste opere di fortificazione, sorte per iniziativa del Capo di Stato Maggiore Franz Conrad von Hötzendorf, avevano lo scopo di proteggere i territori d’accesso per quelle truppe che dagli altipiani dovevano poi aprirsi la strada verso la pianura veneta. Si deve considerare che la progettazione complessiva e la dotazione tecnica delle strutture militari avvenne in tempi non sospetti, quindi precedenti all’entrata in guerra dell’Italia.

Werk Serrada

Prospetto frontale del Werk Serrada.

La commissione imperiale impose alle imprese appaltatrici un lasso di tempo massimo di due settimane per l’accettazione dell’incarico. Nel settore dell’Altipiano di Lavarone i lavori durarono tra il 1908 ed il 1914, e le fortificazioni furono collaudate per calibri fino a 240 mm., mentre tra il 1909 ed il 1915 venne eretto l’intero complesso difensivo dello Sperre Folgaria, di cui il nostro forte è il fiore all’occhiello.
La progettazione e la direzione dei lavori del Panzerwerk Serrada venne affidata all’ingegnere capitano dello Stato Maggiore del genio Rudolf Majer, poi succeduto dal capitano Karl von Bedekovic, in collaborazione con l’impresa costruttrice F. Westermann. Fu l’ultimo forte ad essere eretto nello sbarramento col confine italiano: il periodo di costruzione durò tra il 1911 ed il 1914. La modernissima struttura del forte e la dotazione tecnica assai avanzata fecero del Werk Serrada il quinto forte più grande e importante dell’Impero Austro-ungarico.

Mappa dei Forti

Dislocazione dei forti austroungarici e italiani nei settori di Folgaria, Lavarone e Luserna.

Il complesso militare si trova all’interno del territorio comunale di Folgaria, collocato sul versante meridionale dell’Altipiano di Serrada ad un’altitudine di 1670 metri; località, questa, che viene indicata Dosso del Sommo oppure Dosso delle Somme (donando il proprio nome allo stesso forte), e dalla quale è possibile scorgere a nord dello stesso altipiano il rifugio della Martinella.

La posizione geografica dove sorge il Panzerwerk Serrada è un’ottima postazione osservatorio, dalla quale lo stesso forte aveva il compito principale di impedire qualsiasi avanzata italiana per la Valle di Terragnolo, e come secondi, ma non meno rilevanti incarichi, quelli di controllare il versante settentrionale del Pasubio ed il lato meridionale delle linee di Folgaria e Lavarone. Tutte responsabilità a cui tenne fede.

Serrada 1920

Foto d’epoca del Werk Serrada, 1920 ca.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, nei primi mesi del conflitto, il forte venne travolto da una pioggia di oltre 10.000 proiettili di vario calibro, di cui solo il 40% di essi centrarono l’obiettivo. Solo nel secondo giorno di guerra, 25 maggio 1915, si segnala un sopralluogo delle autorità austroungariche alla fortificazione, al fine di verificarne la tenuta e la stessa funzionalità in seguito a colpi ricevuti dagli obici italiani situati nella zona di Toraro (il cui calibro era da 280 mm e da 150 mm). In realtà la copertura dello stesso forte venne collaudata sparandole dei colpi di mortaio Skoda da 305 mm, quindi si intuisce bene che gli obici italiani non gli arrecarono ingenti danni. Nell’estate e nell’autunno del 1915 ebbe un ruolo determinante, frenando qualsiasi tentativo di avanzata nel Trentino delle truppe del Regio Esercito italiano, le quali non riuscirono mai ad assalirlo nel corso di tutto il conflitto.

Foto d'epoca Serrada

Foto d’epoca durante la Grande Guerra. da notare gli uomini posti in prossimità di uno degli obici da 100mm Mod. 9.

Il 23 aprile 1916 il Panzerwerk Serrada tirava sul Comando Italiano e le trincee antistanti in direzione del Passo Coe, nonché sulle postazioni fortemente presidiate del Pasubio, del monte Maggio e verso il territorio vicentino. Sui 25 colpi sparati solo 9 raggiunsero in pieno il proprio bersaglio. Trascorso qualche giorno, nella notte tra il 25 e 26 aprile, gli obici della forticazione sparano 20 colpi sul Monte Maronia e valico annesso, nonché in direzione della Sella di Calcare: mentre nel primo era in azione un riflettore, le altre due posizioni erano interessate da alcuni movimenti; susseguono nel pomeriggio altri 15 colpi. Inoltre è da questo forte che il 15 maggio 1916 partì il tiro preparatorio della cosiddetta Strafexpedition, l’offensiva austroungarica di primavera che segnò sull’altro versante la disfatta di Caporetto.

Cartolina Serrada

Cartolina italiana d’epoca. Anni 1920 ca.

Considerati i principali eventi storici a cui prese parte il Werk Serrada, andiamo ad analizzare con particolare attenzione l’opera dei genieri austroungarici. Il regista altoatesino Luis Trenker, che aveva prestato servizio di leva per la k.u.k. Armee (Kaiserliche und Königliche Armee), descriveva con queste parole il forte Cherle in cui era d’istanza:

La fortezza aveva molta somiglianza con una nave da guerra; stretti corridoi, oscure casematte, calcestruzzo sopra e sotto, corazze a destra e corazze a sinistra. Per mancanza di luce naturale, la presenza di aria cattiva ed umidità, queste fortezze rendevano la vita difficile anche in tempo di pace.

Quindi non dobbiamo aspettarci troppe differenze fra il Cherle ed il Serrada. Infatti la struttura del forte Dosso del Sommo è interamente realizzata in calcestruzzo armato con uno spessore variabile dai due ai sei metri, nel quale era affogata una compatta maglia di putrelle dallo spessore di circa cinquanta centimetri.

Formulando un quadro complessivo della struttura difensiva, questa presenta in direzione sud-ovest due grandi blocchi distribuiti su tre livelli e collegati fra loro mediante una poterna, mentre verso nord-est sono presenti altri due corpi comunicanti ai primi per mezzo di un tunnel.

Pianta del Werk Serrada

Pianta del Werk Serrada – Fonte: La Grande Guerra 1915/18, Vol. 3, Prealpi venete e tridentine, maggio 1988, Ghedina & Tassotti Editori.

Il prospetto del Werk Serrada era il luogo nevralgico dell’intero forte, dov’erano presenti gli alloggi della guarnigione e gli uffici dedicati ai reparti logistici, ma anche cucine, forni per il pane e camere mortuarie. La sua lunghezza sfiorava i 100 metri ed era largo 8 metri, mentre i piani erano alti 2,5 metri ad eccezion fatta dell’ultimo che invece misurava 2 metri (per un totale di 7 metri di altezza). Sulla copertura erano collocate due cupole per obice, ed invece i lati estremi erano sormontati da due casematte fisse; ognuna di esse era munita di due mitragliatrici e di un piccolo riflettore per la vigilanza a breve raggio.

Prospetto del Werk Serrada.

Prospetto odierno del Werk Serrada.

Dal corpo centrale dell’edificio anteriore si proseguiva lungo una poterna solidamente rivestita: disponeva di un ingresso sul piazzale ospitante le postazioni di fanteria in direzione sud-ovest, mentre sull’altro lato erano presenti delle feritoie servite di due piccoli riflettori allo scopo di sorvegliare i reticolati di quota 1662. La cinta metallica, avvinghiando attorno a sè l’intero complesso difensivo, nel versante nord e ovest sormontava una robusta controscarpa che era costeggiata da un fossato largo circa 8 metri.

Interno del Serrada

Foto all’interno del Werk Serrada – fonte: montagnando.it

Dalla poterna – lunga quasi 65 metri – si arriva così al blocco mediano del Serrada, che presenta due piani sotterranei. La sua copertura ospitava due cupole per obice (con interasse di 42 metri), e in mezzo a queste una terza cupola girevole fungeva da osservatorio blindato (il cui peso sfiorava le 42 tonnellate). Nella parte più estrema a destra due sporgenze erano sede di altrettante casematte fisse in metallo, ognuna delle quali munita di due pezzi di mitragliatrice.

Galleria Serrada

Galleria del Werk Serrada, conducente ai fortini di controscarpa. – fonte: montagnando.it

Dai livelli sotterranei della seconda sezione, all’altezza dell’osservatorio blindato, si sviluppa il tunnel che, dalla lunghezza approssimativa di 300 metri, collegava il forte con le postazioni situate verso nord-est; quest’ultime erano esposte sui dirupi a picco sopra la Val Terragnolo. La prima installazione accoglieva altre due casematte fisse, anche queste dotate da due mitragliatrici ciascuna. Il secondo blocco, fanalino di coda del forte e situato all’interno di una caverna bene armata, disponeva di due cannoni da montagna di 70 mm. Infine erano state posizionate lamiere e finte cupole sul lato rivolto verso il Fondo Piccolo, allo scopo di confondere il tiro italiano.

Postazioni Serrada

Fortini di controscarpa del Werk Serrada. – fonte: montagnando.it

Il Werk Serrada possedeva un gruppo elettrogeno per l’illuminazione interna ed esterna, e aveva anche un sistema di ventilazione messo in moto da un altro generatore. Era messo in comunicazione mediante tubi ottici con la centrale del Monte Cornetto e il forte Sommo Alto. Proprio come quest’ultimo forte, anche il Serrada era servito da una stazione di pompaggio per l’approvvigionamento idrico, che dall’acquedotto dell’Astico alimentava la cisterrna dalla capacità di 280 ettolitri. Infine tutte le linee dei telegrafi dello Sperre Folgaria passavano per l’appunto dalla centrale presente nella nota località turistica. Il Werk Serrada dista dal forte Cherle – anche detto forte San Sebastiano – circa 5,1 km, e invece dal forte Sommo Alto circa 1,5 km.

Visuale aerea Serrada

Visuale aerea del Werk Serrada.

La fortificazione, presieduta da 60 standschützen comandati dal capitano Leo Schwarz, e che potevano arrivare a massimo 250 uomini, disponeva in totale dei seguenti armamenti: 4 obici da 100 mm Mod. 9, dalla gittata di 7-8 km, posti in cupole girevoli dal diametro di 2,85 mt e dal peso di 18 tonnellate; 2 cannoni da 70 mm, riparati da scudo corazzato nel fortino di controscarpa; 22 mitagliatrici variamente distribuite dietro feritoie blindate e sotto cupole corazzate fisse.

Werk Serrada e Pasubio

Prospetto del blocco anteriore del Werk Serrada con visuale rivolta verso la catena montuosa del Pasubio.

Al termine del conflitto entrò a far parte del catasto militare del Regio Esercito italiano; tuttavia il R.D. del 12 agosto 1927 n. 1882 ne sanciva la radiazione dalle opere militari. Qualche anno dopo, il 18 agosto 1935, fu acquistato dal Comune di Folgaria per la somma di 120.000 lire assieme ai forti di Sommo Alto e di Cherle. Oggi il Panzerwerk Serrada si mostra al visitatore come un decadente leviatano spiaggiato sul Dosso delle Somme, i cui ruderi in calcestruzzo ancora scrutano il Pasubio e difendono la sottostante Valle di Terragnolo. A danneggiare fortemente la sua struttura non furono gli obici italiani nella Grande Guerra, né ancor meno qualche calamità naturale o un proprio cedimento strutturale: furono i picconi che nel 1936 ne condizionarono la stabilità, al fine di recuperare le putrelle in acciaio in esso contenute. Ai nostri giorni è ancora possibile visitare il Panzerwerk Serradasebbene si sconsiglia ogni esplorazione interna del forte, che viene invece utilizzato dalla Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe per addestrare appunto gli animali a quattro zampe.


Video:



Fonti:
Wikipedia | Forte Dosso del Sommo
Trentino Grande Guerra | Forte Dosso del Sommo
Fortificazioni.net | Forte Dosso del Sommo
Montagnando.it | Forte Serrada – Dosso del Sommo
Progetto VAST

Author: Alessio Sacquegna

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