Crea sito

La Forra del lupo: una trincea della Grande Guerra

Non molto distante dalla nota stazione turistica di Folgaria, quasi a ridosso del limite regionale che separa le province di Trento e Vicenza, si trova la frazione di Serrada (1250 mt. s.l.m.). A meridione, in località Cógola, il paese termina davanti ad un dirupo, offrendo così al visitatore la possibilità di ammirare dall’alto l’intera valle di Terragnolo. Una visuale paesaggistica molto suggestiva, che può essere maggiormente apprezzata percorrendo il sentiero lungo l’alto crinale orografico destro della stessa vallata.

Valle di Terragnolo

Veduta della Valle di Terragnolo dalla Forra del lupo.

In antichità le popolazioni locali erano solite indicare questo percorso con l’idioma cimbro Klebostuo (roccia spaccata), nome che gli austroungarici tradussero in Wolfßchlucht (letteralmente “gola del lupo”), che venne in seguito italianizzato col toponimo di Forra del lupo. Esso assume una chiara rilevanza storico-culturale in quanto riprende l’itinerario trincerato risalente alla Grande Guerra (1915-1918); caduto in disuso per decenni è stato riabilitato grazie all’impegno di circa 70 volontari che, con oltre 4000 ore di lavoro, hanno contribuito a far riemergere dal fango della storia numerose postazioni osservatorio, presidi di mitragliatrici e ricoveri nella roccia, nonché diversi reperti dell’epoca (quali elmetti, gamelle e utensili vari).

Oggi la Forra del lupo è accessibile al grande pubblico, essendo stata inaugurata il 12 luglio 2015 e inserita nel catasto dei percorsi della S.A.T. (Società degli Alpinisti Tridentini) col numero E137. Lunga 4,8 chilometri con un dislivello di 400 metri, si raccordava a sud con un’altra linea trincerata che da Serrada saliva il Dosso del Nauk fino all’estremità del Monte Finonchio, mentre dalla parte opposta, in ascesa verso il Dosso delle Somme (1660 mt. s.l.m.), termina all’ex forte del Werk Serrada, di cui oggi rimangono le possenti vestigia.

Il sentiero si sviluppa in una posizione considerata strategica nei piani difensivi austroungarici. Infatti esso funge da osservatorio nevralgico per tutte le località limitrofe che nella Grande Guerra, e nel caso particolare del conflitto tra italiani e austroungarici, sono state tra i maggiori teatri bellici: ad est è infatti possibile osservare il passo della Borcola; ad ovest si può scrutare il citato monte Finonchio e, se si aguzza bene lo sguardo, si scorge in lontananza la valle in cui è assopita la città di Rovereto; a nord sono presenti invece gli altipiani di Lavarone e di Asiago; mentre a sud, oltre a ispezionare interamente la valle di Terragnolo, è possibile ammirare davanti, in maniera definita e quasi invadente, la maestosità della catena montuosa del Pasubio.

Si evince da queste osservazioni quanto fosse invidiabile e determinante la posizione trincerata, inizialmente presieduta dagli Standschützen tirolesi e poi dalle truppe regolari dell’Impero austroungarico. Infatti nel primo biennio di guerra (1915-16) la Forra del lupo fu oggetto di molteplici assalti da parte del Regio Esercito, ma nonostante ciò questi furono tutti respinti con successo dai difensori.

sentieri di guerraPostazione nella ForraSentieri di TrinceaLinea trinceratarisalendo la golaPostazione osservatorioRipari in trinceaLa gola

La fisionomia del percorso è caratterizzata nella sua parte iniziale da una stretta sterrata, costeggiata sul lato sinistro dalla parete boschiva della montagna e sul lato destro da una rudimentale struttura in pietra che si eleva, nei punti di maggior culmine, sino circa ad altezza uomo. Da questa barriera di tanto in tanto è possibile osservare qualche postazione ricavata nella roccia e che si affaccia sul dirupo, permettendo così la visuale verso la vallata sottostante. Proseguendo si arriva al punto focale, il cuore della trincea: la via, resa sempre più stretta e passante attraverso pareti rocciose, si trasforma in un fondo irregolare e pietroso, che rende più arduo il passo. Da qui si arriva in una sorta di gola, dove nell’aria si avverte maggiormente l’umidità rilasciata dalle pareti rocciose cariche di muffa. Ogni tanto i costoni presentano delle evidenti crepature che, sebbene risultino essere impervie, fungono da passaggi verso ulteriori postazioni difensive.

Continuando il cammino nella stretta ed umida gola si discende sempre più in profondità, e con lo sguardo rivolto verso l’alto è possibile osservare a diversi metri il livello soprastante ospitante la boscaglia. In questo ambiente ci si imbatte in ricoveri, piccoli vani ricavati nella roccia viva: alcuni di essi sono tuttora in fase di recupero e quindi lasciano intuire la loro natura, ossia degli atri di gallerie che percorrono la montagna.

Si inizia così a risalire la gola e ci ritrova nuovamente in mezzo a quel bosco che prima si riusciva solamente ad intuire dal basso. Arrivati nel corpo centrale dell’itinerario trincerato la fitta vegetazione lascia il posto ad una spaziosa conca prativa denominata le Teze, e collegante la Plàtastal con la bassa Barnatal, e le località di Ronchi e di Stóckat. Durante il conflitto questo spiazzo fu soggetto a diversi interventi logistici a scopo bellico, come la realizzazione, oltre alla già citata Forra del lupo, delle strade militari che conducono al Werk Serrada e della caserma Friedenskaerne des Werkes Serrada; quest’ultima, costruita su due livelli, ospitava la guarnigione dello stesso forte.

Al termine del conflitto l’edificio era parzialmente distrutto, e venne così demolito e livellato lasciando spazio all’ampio pianoro. Fu mantenuta solo una piccola struttura ad ovest della caserma, che in origine fungeva presumibilmente da posto di guardia, e che fino al 1960 era utilizzata come rivendita di bevande per i contadini locali, i quali in luglio e agosto si recavano alle Teze per il periodo della fienagione.
Dal pianoro l’itinerario E137 si dirama in due percorsi: uno, pur mantenendo il codice sentieristico, continua verso il Werk Serrada, mentre l’altro – catalogato come percorso S.A.T. E138 – riabilita l’antica strada dei Trogari, collegante il fondovalle, le Teze e le cime dello Smelzar (1511 mt. s.l.m.), della Martinella (1609 mt. s.l.m.) e del Dosso del Sommo (1644 mt. s.l.m.).

Panorama della Forra del Lupo

Panorama offerto dalla Forra del Lupo. In lontananza è possibile osservare al centro di una vallata la città di Rovereto e sulla sinistra il Pasubio.

Sospendiamo momentaneamente il cammino verso il Werk Serrada per una breve ma dovuta digressione storica riguardante la strada dei Trogari. Quest’antica e tortuosa via prima della Grande Guerra era l’unica conducente a valle, conducendo alla piccola frazione di Zèncheri. Da qui si dirama un incrocio: proseguendo dritti lungo l’itinerario S.A.T. E140 si giunge ai paesini di Pèrgheri, Valle, Costa e Piazza (sede municipale); svoltando a destra si risale il versante orografico della vallata conducente in località Cógola; deviando verso sinistra si raggiunge l’eremo di Santa Maria Maddalena e il paesino di Pùechem.

Prima che scoppiasse la Grande Guerra, la strada dei Trogari aveva un ruolo assai rilevante nella vita delle comunità locali, in quanto essa era l’unica via per raggiungere l’altipiano e quindi per portare a fondovalle il raccolto per mezzo di slitte. Con la fine del conflitto questa funzione venne sempre più a mancare, in quanto la nuova strada militare garantiva anche il passaggio dei carri trainati a mano o dai cavalli; inoltre la frazione Dosso venne collegata alla Forra del lupo mediante un filo a sbalzo. All’indomani del secondo dopoguerra le fatiche per il trasporto agricolo cambiarono decisamente in meglio, quando tra il 1955 ed il 1960 alcune famiglie di Terragnolo acquistarono un camion al fine di fornire ai contadini servizio di nolo fin sui dossi della Martinella. Ma il periodo della fienagione alle Teze era ormai destinato a finire: infatti, intorno al 1965, diverse malattie endemiche, quali la brucellosi e l’afta epizootica, si diffusero fra i bovini. La provincia autonoma di Trento obbligò gli allevatori ad acquistare bestiame già vaccinato, e nonostante gli stessi bovari potessero usufruire di un parziale contributo provinciale, molte famiglie decisero di vuotare le stalle e vendere il bestiame.

Altipiano Dosso del Sommo

L’altipiano che precede il Dosso del Sommo, subito dopo la galleria.

Riprendiamo dove ci eravamo interrotti per continuare il nostro itinerario verso il forte Werk Serrada. Lasciate le Teze ci si addentra nuovamente nel bosco inerpicandosi su un ripido dislivello con sterrata sdrucciodevole.
Dopo qualche centinaio di metri si riemerge dalla vegetazione per proseguire una trincea che serpeggia in una serie di tornanti lungo il costone della montagna. L’opera di recupero dei volontari non è ancora giunta a questa parte della linea difensiva, ma questa posizione permette una visuale panoramica mozzafiato, dalla quale è addirittura visibile l’Adamello-Brenta (per rendere chiara la profondità si tratta della catena montuosa posta geograficamente al confine tra Trentino e Lombardia).

Al termine della trincea è possibile scegliere tra due percorsi di diverso grado di difficoltà: logicamente viene prediletta l’opzione più ardua. Ci si infila così in un’angusta galleria, illuminata parzialmente solo da alcune fenditure nella parete che danno accesso alle postazioni esterne, vere e proprie balconate nel vuoto. Al lato opposto invece si aprono di tanto in tanto alcuni ripari, dove si avverte una forte e fastidiosa umidità. L’uscita della galleria richiede al visitatore di risalire carponi verso l’apertura, e riemersi alla luce, con un forte impatto suggestivo, ci si ritrova in una stretta lingua erbosa sospesa a ridosso di un profondo dirupo.

Werk Serrada

Prospetto frontale del Werk Serrada.

A questo punto, vincendo l’emozioni e facendosi coraggio, ci si inerpica sulla patere scoscesa che conduce ai prati sovrastanti e quindi al vasto altipiano, dove qua e là sono evidenti delle conche originate da granate e colpi di obici e mortai. Giunti in vetta il pianoro d’improvviso svela uno spiazzo sottostante dove troneggia il maestoso e diroccato prospetto del Werk Serrada, del quale vi parleremo in maniera più approfondita in un prossimo articolo.


Per approfondimenti:
Forra del Lupo – Wolfsschlucht
Sentieri S.A.T. (Società degli Alpinisti Tridentini)
Alpe Cimbra | La Forra del Lupo – Wolfsschlucht
Trentino Grande Guerra | La Forra del Lupo – Serrada
Montagnando | La Forra del Lupo

Author: Alessio Sacquegna

Share This Post On